La SIATA (acronimo di Società Italiana Applicazioni Tecniche Auto-Aviatorie) è stata una piccola casa automobilistica italiana, attiva dal 1926 al 1970.
Nel difficile periodo della ricostruzione italiana del secondo dopoguerra nacquero automobili semplici e funzionali, ma alcune riuscirono ad andare oltre la mera esigenza di mobilità. Tra queste spicca la Siata Amica, una vettura esclusiva, raffinata e sorprendentemente sportiva che rappresenta uno dei capitoli più affascinanti della piccola industria automobilistica italiana.
Dietro questo progetto troviamo la SIATA, fondata a Torino nel 1926 da Giorgio Ambrosini, azienda specializzata nell’elaborazione delle meccaniche Fiat e nella produzione di componenti ad alte prestazioni. Nel corso degli anni la casa piemontese si costruì una solida reputazione grazie alle proprie innovazioni tecniche e alla capacità di trasformare vetture popolari in automobili dalle prestazioni decisamente superiori.
Durante la seconda guerra mondiale la SIATA, dimostrando notevole predizione, decise di iniziare la progettazione di un piccolo motore ausiliario per biciclette. Si chiese la consulenza di Giuseppe Remondini, che per la francese Jonghi aveva già progettato un motore del genere, dimostratosi tra i migliori. Da quel progetto, se pur con soluzioni tecniche molto diverse, nacque il Cucciolo che venne messo in vendita il 26 luglio 1945. Il successo di questo piccolo motore fu così grande che costrinse la SIATA a rivolgersi, per aumentare la produzione, ad una fabbrica bolognese attiva nel settore elettromeccanico che, proprio con il “Cucciolo”, iniziò la sua fortunata attività motociclistica: la Ducati.
Lo stemma SIATA è uno scudo blu, dominato da una S dorata tagliata dal profilo di un’auto. Evocativo lo stemma posto sulla testa motore, formato da una freccia con la scritta diagonale SIATA
Con il dopoguerra la SIATA (la cui denominazione ufficiale era diventata Società Italiana Auto Trasformazioni Accessori) si dedicò anche alla costruzione di automobili, con meccanica Fiat o derivata.
Quando nel 1948 venne presentata la Siata Amica 49, il mercato automobilistico italiano era ancora dominato dalla praticità. La piccola cabriolet torinese andava invece in una direzione diversa: offrire piacere di guida, eleganza e un pizzico di esclusività.
Disegnata dal Conte Mario Revelli de Beaumont e costruita da Bertone, l’Amica sfoggiava linee armoniose e proporzioni equilibrate che le conferivano un aspetto quasi da gran turismo in miniatura. Il risultato era una vettura dall’aspetto raffinato, capace ancora oggi di attirare gli sguardi nei concorsi d’eleganza e nei raduni storici.
Sotto la carrozzeria batteva il collaudato motore della Fiat 500 Topolino, opportunamente elaborato da SIATA con testa speciale e collettori dedicati. Grazie ai suoi 22 CV e ad un peso contenuto di circa 580 kg, l’Amica era in grado di raggiungere i 100 km/h, una velocità di assoluto rispetto per una vettura di questa cilindrata all’epoca.
Il cambio al volante, la cura delle finiture interne e la qualità degli accessori contribuivano a creare un’esperienza di guida particolarmente piacevole, destinata ad una clientela che desiderava distinguersi senza rinunciare all’affidabilità della meccanica Fiat.
La produzione si articolò in due versioni:
- Amica 49 (1948-1949), realizzata con telaio tubolare perimetrale e costruita in appena 50 esemplari.
- Amica 50 (1950-1952), evoluzione con telaio a cassa d’acciaio, prodotta in circa 300 unità.
Oggi la prima serie è particolarmente ricercata dai collezionisti. Si ritiene infatti che delle sole 50 Amica 49 costruite ne siano sopravvissute appena una quindicina, rendendola una delle SIATA più rare e desiderate.
La Siata Amica non è solamente una piccola spider del dopoguerra. È il simbolo dell’ottimismo e della creatività dell’industria italiana negli anni della ricostruzione. Una vettura nata dall’esperienza tecnica di SIATA, dall’estro stilistico di Bertone e dalla volontà di offrire qualcosa di speciale in un periodo in cui il Paese stava lentamente tornando a sognare.
Oggi ogni esemplare sopravvissuto rappresenta una preziosa testimonianza della capacità italiana di trasformare una semplice meccanica in un’automobile dal carattere unico e inconfondibile.
Caratteristiche tecniche
- telaio in lamiera scatolata
- passo m.2,10.carreggiata ant.m.1,13 post.m.1,09
- motore Fiat 500 C con collettore Siata a due carburatori
- sospensione anteriore a ruote indipendenti
- freni idraulici
- capacita’ serbatoio lt 28 circa
- pneumatici 4,25x 15
- carrozzeria cabriolet due+due di fortuna (costruzione “Bertone”)
- peso 600 kg circa
- velocita’ 105 km ora
- consumo lt 5,8 per 100 km
Siata Amica 49















Siata Amica 50













