Quando si parla di Maserati, il pensiero corre immediatamente alle vetture da competizione che hanno scritto pagine importanti nella storia del motorsport. Ma fu una raffinata gran turismo a cambiare il destino della Casa del Tridente: la Maserati 3500 GT, la prima Maserati prodotta su larga scala.
Presentata come prototipo al Salone dell’Automobile di Ginevra del 1957, la 3500 GT nacque dal progetto del grande ingegnere Giulio Alfieri e vestiva un’elegante carrozzeria coupé realizzata dalla milanese Touring. La sigla era semplice quanto efficace: 3500 indicava la cilindrata del motore, mentre GT stava per Gran Turismo, una definizione che questa vettura incarnava alla perfezione.
Con l’avvio della produzione, alla fine del 1957, la 3500 GT ricevette diversi affinamenti che ne migliorarono ulteriormente le qualità dinamiche. I freni a disco anteriori e il differenziale a slittamento limitato comparvero inizialmente fra gli optional nel 1959 per poi diventare di serie l’anno successivo. Tra gli accessori più desiderati dell’epoca spiccavano gli splendidi cerchi a raggi Borrani e i pneumatici radiali 185-16, dettagli che contribuivano a rendere la vettura ancora più esclusiva.
Gli interni erano all’altezza delle aspettative di una gran turismo di prestigio: pelle pregiata, finiture curate e una completa strumentazione Jaeger, espressione del miglior gusto automobilistico degli anni Cinquanta e Sessanta.
Il salto tecnologico arrivò nel 1961 con la nascita della 3500 GTI, una vettura destinata a entrare nella storia come la prima automobile italiana di serie dotata di iniezione elettronica. La potenza salì a 235 CV, accompagnata dall’adozione del raffinato cambio ZF a cinque marce. L’anno successivo comparvero i freni a disco servoassistiti su tutte le ruote, mentre la carrozzeria venne aggiornata con una linea del tetto leggermente ribassata e piccoli ritocchi alla calandra, ai gruppi ottici e alle portiere.
Come era consuetudine in quegli anni, la meccanica Maserati venne interpretata da diversi carrozzieri italiani. Oltre alle celebri coupé e spider Touring, la 3500 GT fu infatti proposta anche in affascinanti versioni firmate Allemano, Frua e Vignale, oggi particolarmente ricercate dai collezionisti.
A distanza di oltre sessant’anni, la 3500 GT resta uno dei più autentici capolavori della Casa del Tridente. Una vettura capace di combinare eleganza, sportività e qualità costruttiva attraverso componenti provenienti dai migliori specialisti dell’epoca: ZF per cambio e sterzo, Girling per l’impianto frenante, Salisbury per il differenziale e Borg & Beck per la frizione.
Particolarmente affascinante è l’abitacolo, dominato dal volante a tre razze in alluminio e dalla scenografica plancia con cinque strumenti circolari che trasmettono immediatamente la sensazione di trovarsi al comando di una vera gran turismo italiana.
Il cuore della vettura era però il magnifico sei cilindri in linea interamente in alluminio, derivato dall’esperienza maturata nelle corse. Dotato di doppia accensione, con due candele per cilindro, sapeva unire prestazioni brillanti e grande fluidità di funzionamento, accompagnando i viaggi con una sonorità raffinata e mai invadente.
La Maserati 3500 GT non è soltanto una delle più belle granturismo italiane mai costruite: è la vettura che ha permesso al Tridente di trasformare il proprio prestigio sportivo in successo commerciale, diventando ancora oggi un simbolo di stile, tecnologia e fascino senza tempo.
Caratteristiche Tecniche
• Motore 6 cilindri in linea bialbero di 3,5 litri
• Alimentazione 3 carburatori Weber 42 DCOE
• Potenza 220 CV a 5500 giri
• Accensione meccanica Magneti Marelli, doppia candela e doppia pompa della benzina
• Cambio 4 marce ZF
• Freni 4 a tamburo Girling
• Frizione monodisco a secco
• Trazione posteriore con differenziale
• Telaio tubolare
• Sospensioni anteriori con molloni, posteriori con balestre semiellittiche
• Ruote da 16″ con pneumatici Pirelli 6.50-16


















